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Il conte Cagliostro.(Patty)

 

caglio

Cagliostro

 

Cagliostro morì il 26 agosto 1795 nel Forte di San Leo, a 52 anni. Conosciuto in tutta l’Europa del Settecento, egli sosteneva di possedere poteri sovrannaturali, persino di parlare con i morti, con disinvoltura ricordava a nobili e popolani che il futuro non celava segreti alla sua mente e che conosceva i segreti dell’alchimia.
A Cagliostro furono attribuiti molti prodigi, tanto che a San Pietroburgo fece credere di avere risuscitato un bambino ormai morto, a Strasburgo, comunque, operò guarigioni vere. Il suo nome, per il secolo Giuseppe Balsamo, conte, è ricordato altresì per scandali di ogni genere, tra i quali spicca quello della collana che vide coinvolti Maria Antonietta e il cardinale di Rohan.Di fatto, nessuno però ha mai portato una benché minima prova in relazione a questa identità tra i due personaggi e, guardando la legge, sino a quando non sarà provato il contrario, la verità sarà dalla parte di Cagliostro che continuò a ripetere fino all’ultimo “Io non sono Giuseppe Balsamo”.

La figura di Cagliostro resta una delle più discusse e forse meno conosciute della storia. Il vero conte di Cagliostro astutamente identificato dalla Inquisizione con il piccolo truffatore e imbroglione palermitano Giuseppe Balsamo rimane una delle personalità, per certi aspetti, più affascinanti e misteriose degli ultimi secoli. Pur costretto a subire ripetutamente nel corso della propria esistenza, le accuse più infamanti, non riesce a essere antipatico e la sua condanna morale, oltre che materiale, continua a suscitare una grandissima perplessità.Fu fondatore del rito massonico egiziano chiamato” La saggezza trionfante” che intendeva conferire, nell’ambito della tradizione massonica, una vera e propria coscienza spirituale costruita sulla pura ricerca esoterica, durante tutta la sua vita, peregrinò in lungo e in largo attraverso l’Europa, guariva malati miracolosamente e gratuitamente, grazie alle sue doti di grande alchimista, veggente, guaritore .

E’ stato un uomo, maestro del suo tempo, ma anche al di fuori del tempo, Cagliostro era una persona misericordiosa e compassionevole che combatteva sempre l’ignoranza schierandosi con i più deboli, teso sempre a rendere giustizia agli altri uomini.

 

L’Inquisizione aveva tutti i mezzi a disposizione per sbarazzarsi dello scomodo conte Cagliostro, accusato di reati…. quali eresia e appartenenza alla massoneria, passibili di condanna al rogo. Una simile condanna, tuttavia, avrebbe fatto del conte, molto amato dalle folle, un gran martire di un’idea e di una istituzione quale era all’epoca la Massoneria che l’Inquisizione stava combattendo.

 

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Cella dove venne murato Cagliostro

Fu murato vivo nella rocca di San Leo,a seguito della condanna a morte commutata in carcere perenne a vita, ha lasciato anche in questa circostanza tanto mistero dietro a se, in quanto il suo cadavere si narra, non sia mai stato trovato….

 

“Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo: al di fuori del tempo e dello spazio,il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza… io non sono nato dalla carne, né dalla volontà dell’uomo, sono nato dallo spirito… il mio nome, che è mio, quello che scelsi per apparire in mezzo a voi, è quello che reclamo: quelli che mi sono stati dati alla mia nascita o durante la mia giovinezza, quelli per i quali fui conosciuto, sono di altri tempi e luoghi: li ho lasciati come avrò lasciato, domani, dei vestiti passati di moda e ormai inutili… io parlo e le vostre anime attente ne riconosceranno le antiche parole: una voce che è in voi e che taceva da tempo, risponde alla chiamata della mia”.

 

(estratto dalla: Memoria per il conte Cagliostro, accusato, contro il Procuratore generale ).

 

 

 

Curiosità;SanLeo
A San Leo tornano le Alchimie del Conte di Cagliostro….
Infatti “AlchimiAlchimie” trasforma ogni anno San Leo in un centro di richiamo per adulti, bambini, letterati, studiosi e media da ogni parte d’Italia.
“AlchimiAlchimie”, nel 2008 ci fu la presenza, non solo delle due maggiori Logge Italiane “la Gran Loggia d’Italia” e la ” Loggia del Grande Oriente d’Italia”, ma anche di alcune logge indipendenti, a testimonianza di come San Leo si proponga come punto di incontro e di confronto ideale fra diverse sensibilità e culture.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notizie trovate in rete.

 Vi lascio il link, dove ci sono le date di tale evento 🙂
http://www.promozionealberghiera.it/evento-9059-alchimia-alchimie-san-leo.php

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Piccola curiosità. (Patty)


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Giacomo Casanova,

è stato un avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico, filosofo e agente segreto italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.Ma forse non tutti sanno che era un massone.Aderì alla Massoneria precisamente nel giugno del 1750, a Lione. Non per inclinazioni ideologiche , ma piuttosto per il desiderio di avere utili appoggi ,infatti raggiunse qualche risultato ,grazie anche all’incontro nel corso della sua vita a personaggi come ; Mozart e Franklin,loro erano certamente massoni e alcune facilitazioni ricevute in varie occasioni sembrerebbero dovute ai benefici derivanti dal far parte di un’organizzazione ben radicata in quasi tutti i paesi europei.

Curiosità… (Patty)


Totò,
nome d’arte di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio

più semplicemente Antonio De Curtis…311323_206811156048542_7105990_n

 

 

 

 


Si dice fosse un massone . Nel privato Antonio de Curtis, era un distinto gentiluomo, serio, e silenzioso, quasi come se esistessero due persone: il principe e il comico, il gentiluomo e il buffone, l’uomo e la marionetta , Antonio e Totò. Il nome di una sua poesia ” ‘A livella”,si dice fosse ispirata ad uno dei più importanti elementi del simbolismo massonico.
Secondo un’interpretazione in chiave massonica la livella ,strumento passivo, simboleggia l’uguaglianza sociale, base del diritto naturale, l’equità nella valutazione degli uomini, delle cose e degli eventi, che debbono essere considerati e meditati nella loro sostanza e mai secondo le loro forme ed apparenze.
La livella si lega all’iniziazione, all’inizio del percorso muratorio, esprime la crescita del massone.
Fu iniziato alla Massoneria nel 1944 dalla Loggia Palingenesi, all’ età di 46 anni, nel pieno della sua maturità di uomo e di artista: una scelta che ha segnato profondamente tutto il resto della sua vita.
Fu anche fondatore, diventandone Maestro venerabile, della Loggia “Ars et Labor”. E’ difficile pensare a Totò “muratore” nel Tempio, con indosso il grembiulino, a compiere rituali sotto l’ egida di squadra e compasso e dell’ occhio “che tutto vede”.

Fonte;http://www.antoniodecurtis.com/totomassone.htm

Giosuè Carducci.(Patty)

Giosuè Carducci.

carducci
Il 16 febbraio 1907 moriva a Bologna Giosuè Carducci, tutti lo ricordiamo come legato alle esperienze letterarie delle scuole medie.
Tra le sue scelte politiche e sociali campeggia quella della massoneria.Vi entrò nel 1862 nella Loggia Severa di Bologna e nel 1865 diverrà membro della Loggia Felsinea sempre di Bologna,ascese ai massimi gradi dell’Ordine nel periodo della fortuna politica di Francesco Crispi.
Libertà, uguaglianza, fratellanza, indipendenza, progresso, anticlericalismo, princìpi e temi guida, come si sa, del pensiero e dell’azione massonici sono presenti in diverse opere di Carducci.
Nel 1863 scrisse l’Inno a Satana, che fu la dimostrazione del suo odio e della sua forte avversione verso Dio.

 


Per chi fosse interessato lascio il link per leggere la poesia …
http://www.vampiri.net/poes_m0016.html

 

Curiosità.(Patty)

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La donna e la Massoneria.
La Massoneria è una società iniziatica e per entrare a farne parte è necessario sottoporsi ad una iniziazione. Nel corso dei secoli la donna, anche se in misura sicuramente inferiore rispetto all’uomo, è stata membro di gilde e corporazioni di mestiere, come emerge da documenti ritrovati in Francia, nel “Livres des Metiers” del 1268, negli statuti della Gilda dei carpentieri di Norwich del 1375, e in quello della Loggia di York del 1693. In questi casi l’ingresso della donna nella Massoneria Corporativa nasceva dall’esigenza economica di tramandare in linea familiare il patrimonio di impresa.
Le cose cambiano , quando Anderson ( Maestro venerabile di una loggia massonica, e gran sorvegliante nella Gran Loggia Di Londra, venne incaricato di scrivere la storia della massoneria, ed in seguito redasse le costituzioni, che divennero poi la base per la nascita di tutte le comunioni massoniche del mondo).
scrisse le sue Costituzioni nel 1723 ,il terzo punto recita “Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere buoni e sinceri, nati liberi e di età matura, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione”. In pratica si escludeva, di fatto, la donna, ignorando, più o meno volutamente, la storia passata. Siamo nel 1723 e nel XVIII secolo le condizioni della donna nella società dell’epoca non erano probabilmente molto dissimili da quelle di un servo, relegata com’era alle strette dipendenze dell’uomo e confinata all’interno dei muri di casa.
Si dice che la prima donna ad essere ammessa nella massoneria fu Elizabeth Aldworth (nata St. Leger) Nella prima parte del XVIII secolo era uso comune che le logge si riunissero regolarmente in case private; questa loggia era debitamente autorizzata come numero 150 nel registro della Grande Loggia d’Irlanda. Elizabeth avrebbe rimosso un mattone e avrebbe visto la cerimonia dalla stanza adiacente; dopo essere stata scoperta, la situazione di Elizabeth fu discussa dalla loggia e fu deciso di iniziarla alla massoneria. Altre fonti narrano come lei fosse una delle firmatarie dell’Irish Book of Constitutions del 1744 e di come spesso frequentasse, con la sua regalia massonica, intrattenimenti patrocinati dalla massoneria a beneficio dei poveri e degli indigenti; è inoltre riportato che quando morì le fu accordato l’onore di una sepoltura massonica.

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